ZES in Polonia: la proposta di riforma

//Zone economiche speciali in Polonia: la proposta di riforma

Le SEZ (special economic zones) sono aree nelle quali le leggi sul commercio e sulla fiscalità sono diverse (più favorevoli) rispetto al resto del paese in cui sono collocate.

Il governo, con le SEZ, mira ad incrementare gli scambi commerciali e ad incoraggiare gli investimenti in maniera selettiva e bilanciata. Grazie a questo sistema, si creano nuovi posti di lavoro e si snellisce la burocrazia necessaria per impiantare un business nel territorio di riferimento.

La Polonia è l’unico paese tra quelli dell’UE ad aver mantenuto un PIL in crescita stabile durante la crisi finanziaria tra 2007 e 2009. Il risultato? Gli investimenti hanno raggiunto i 20 miliardi di euro e hanno creato 186.000 nuovi posti di lavoro in poco meno di un ventennio.

Dopo un periodo di più di 20 anni di operatività delle SEZ, il Ministero dello Sviluppo e delle Finanze polacco ha annunciato una nuova revisione del modello delle ‘SEZ’. Il sistema, in corso di revisione, potrebbe trovare piena operatività sin dal primo quadrimestre del 2018 e mira, in sostanza, ad estendere a tutto il territorio polacco il regime di agevolazioni delle SEZ.

Le principali caratteristiche del nuovo sistema

L’esenzione dall’income tax potrebbe, dunque, essere disponibile in tutta la Polonia e non solo nelle SEZ già precedentemente attive.

Ogni imprenditore, infatti, sarà libero di scegliere dove stabilire la sede legale della sua azienda e non avrà bisogno di volgere lo sguardo a quelle aree che hanno già lo status di Super Special Economic Zones.

Nel caso in cui i progetti di business coinvolgano ampliamenti di impianti già esistenti, l’investitore dovrà provare che il suo scopo è quello di aumentare la capacità produttiva già esistente o dovrà soddisfare criteri restrittivi in caso di diversificazione o modifica del processo produttivo.

In generale, il Ministero ha fatto sapere che gli investimenti che si tradurranno in un aumento della crescita economica del paese o di una specifica regione/provincia, anche attraverso il trasferimento di know-how ed il miglioramento delle condizioni di lavoro, avranno accesso preferenziale alle agevolazioni fiscali.

I nuovi criteri di accesso

Come nel sistema delle SEZ tuttora attivo, potranno beneficiare di agevolazioni fiscali i nuovi investimenti che avranno i requisiti di cui al Regolamento n. 651/2014 UE, il quale include anche la costruzione di nuovi impianti.

Sarà necessario ottenere una delibera del Ministero dell’Economia e rispettare criteri qualitativi ​​e quantitativi che dipenderanno anche dalle condizioni della determinata località in cui il business sarà avviato.

I criteri quantitativi sono legati alle spese di investimento per il tasso di disoccupazione e alle dimensioni dell’azienda.

I criteri qualitativi, ovvero gli ambiti in cui la riforma dovrebbe incidere maggiormente, sono costituiti da:

  1. sviluppo strutturale dell’impresa (personale altamente specializzato o posti di lavoro ad alto reddito);
  2. sviluppo scientifico (cooperazione con centri di ricerca e università, R&D e sviluppo cluster);
  3. sviluppo sostenibile (a seconda del tasso di disoccupazione);
  4. crescita e sviluppo delle risorse umane.

Abbiamo detto che, per quanto concerne il criterio quantitativo, le agevolazioni fiscali dipenderanno anche dal tasso di disoccupazione della regione/provincia in cui si deciderà di effettuare l’investimento.

Ad esempio, le grandi aziende che investiranno in province in cui il tasso di disoccupazione è più basso della media nazionale, dovranno investire almeno 100 milioni in valuta polacca (23,62 milioni di euro circa) per ricevere il beneficio economico-fiscale.

Attualmente, l’investimento minimo da affrontare nelle SEZ polacche è di 100.000,00 euro.

Scadenze?

Non viene indicata una scadenza effettiva per questo tipo di agevolazioni fiscali.

Le agevolazioni dovrebbero essere applicate individualmente su ciascun investimento e dovrebbero avere durata decennale, con possibilità di estensione fino a 12 anni per gli investimenti localizzati in aree con aiuti pubblici al 35% e a fino 15 anni per quelli in aree con aiuti pubblici al 50%. Ulteriori 5 anni di agevolazioni fiscali per gli investimenti effettuati all’interno delle SEZ.

Si tratta, dunque, di una proposta di legge nel pieno solco delle riforme già avviate negli ultimi anni dalla Polonia (come il sistema di detassazione degli utili, gli sgravi fiscali e lo snellimento delle procedure burocratiche) e che punta, sicuramente, all’incremento degli investimenti esteri in un paese – oggi – sempre più business friendly.

Avv. Stefano Rossi

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2017-12-11T13:55:06+00:00

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