Investire in Polonia (I): overview del sistema politico-economico

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Investire in Polonia (I): overview del sistema politico-economico

2018-05-30T08:00:40+00:00

La Polonia è una repubblica semipresidenziale di circa 40 milioni di abitanti; la città più popolosa è Varsavia, la capitale, (1.750.000 abitanti); altri centri importanti sono Cracovia (762.000 ab.), Lodz, Breslavia, Poznan, Danzica, Stettino e Katowice (300.000 ab.), capoluogo della regione industriale dell’Alta Slesia, la cui area urbana conta 2.180.000 persone.

Dopo la seconda guerra mondiale divenne uno stato satellite dell’Unione Sovietica, ma nel 1989, durante le prime elezioni parzialmente libere, il partito comunista venne sconfitto e il Paese si trasformò in un’economia di mercato, grazie all’avvio di un processo di privatizzazioni, ad un regime di cambi flessibili e all’apertura al resto del mondo. È entrata a far parte della NATO nel 1999 e dell’UE nel 2004.

Il PIL polacco è cresciuto in media del 3,8% annuo negli ultimi dieci anni, superando quasi indenne la grande recessione mondiale (fonte: Polonia, il nuovo piano di crescita. Il Sole24 ore). Il nuovo modello di sviluppo nell’attuale Polonia di Jaroslaw Kaczynski si basa su cinque pilastri: reindustrializzazione, sviluppo di aziende innovative, aumento degli investimenti nazionali, espansione sui mercati europei ed emergenti, sviluppo sociale e regionale con un patto per le aree rurali e una riforma dell’istruzione professionale (fonte: Polonia, il nuovo piano di crescita. Il Sole24 ore).

Perché investire in Polonia?

Investire in Polonia conviene per una pluralità di motivi: in primis perché il paese è la sesta più grande economia in Europa ed è l’unica che dal 2010 cresce costantemente.

Da non sottovalutare, poi, la location, nel cuore dell’Europa. La Polonia confina sia con stati membri dell’UE (Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Lituania) e, a est, con paesi come l’Ucraina, la Bielorussia e la Russia. Insidiarsi in Polonia, dunque, significa accedere ad un mercato potenziale di 250 milioni di consumatori nel raggio di 1.000 km.

Lo sviluppo ormai continuo della rete stradale e autostradale facilita le operazioni logistiche e i numerosi porti e aeroporti consentono la spedizione di beni in tutto il mondo.

 

 

Altro aspetto importante da considerare è l’alto grado di preparazione e formazione dei giovani, grazie ad un sistema scolastico ed universitario altamente specializzante che punta anche molto allo studio delle lingue straniere, in primis l’inglese. Le aree di studio caratterizzate da un maggior livello di specializzazione riguardano l’ingegneria, l’IT e le materie scientifiche in generale. Quasi 2 milioni di giovani studiano in Polonia, ovvero la metà della popolazione degli studenti tra i 19 e i 24 anni. Ogni anno, circa 400.000 giovani completano gli studi universitari ed il numero è destinato a crescere.

I rapporti con l’Italia

Attualmente, i rapporti tra Italia e Polonia sono ottimi; l’Italia è il quarto partner commerciale della Polonia, dopo Germania, Cina e Repubblica Ceca. Tra il 2015 ed il 2016 l’export italiano è cresciuto del 3,2%, tra il 2016 e il 2017 del 4,4% (e si stima che crescerà ancora fino al 2020). Esportiamo principalmente nei settori della meccanica strumentale, degli autoveicoli, dei prodotti metallurgici e dei prodotti chimici. Sono, tuttavia, in crescita anche le esportazioni di vino e di prodotti alimentari (fonte: infomercatiesteri).

Nel 2016, l’Italia si è confermata il quinto Paese importatore di prodotti polacchi, in particolare le importazioni sono relative ai settori degli autoveicoli, dei prodotti alimentari, delle apparecchiature elettriche (fonte: infomercatiesteri). La Polonia è l’ottavo mercato di destinazione per l’export italiano (fonte: SACE).

Nel 2015, l’Italia si è piazzata in quinta posizione per quanto riguarda gli IDE in Polonia, dietro Germania, USA, Francia e Regno Unito.

Le dimensioni e le capacità di assorbimento del mercato polacco, dunque, si stanno espandendo; negli ultimi anni, la crescita economica reale è stata superiore a quella della maggior parte dei Paesi europei (nel 2016 pari al 2,8%), ed è, inoltre, il maggior beneficiario dei fondi UE, utilizzati per il potenziamento infrastrutturale.

 

Cracovia

 

Dove investire?

  • Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (anche da fonti rinnovabili);
  • Mezzi di trasporto (navi e imbarcazioni, locomotive e materiale rotabile, aeromobili e veicoli spaziali, mezzi militari);
  • Prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici;
  • Attività amministrative e servizi di supporto;
  • Sanità e assistenza sociale.

Cosa vendere?

  • Macchinari e apparecchiature;
  • Costruzioni;
  • Prodotti alimentari;
  • Prodotti chimici;
  • Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia);

(fonte: infomercatiesteri).

Nei prossimi articoli affronteremo, più dettagliatamente, il sistema giuridico-fiscale polacco, per comprendere quali sono gli step obbligatori da seguire per insediarsi in Polonia e – settore per settore – i relativi meccanismi burocratici. Ci soffermeremo, poi, negli ultimi contributi, sulle politiche del lavoro e gli incentivi agli investimenti esteri diretti.

Avv. Stefano Rossi | Partner Studio RBM

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