L'economia degli Stati Uniti e i rapporti con l'Italia

//L’economia degli Stati Uniti e i rapporti con l’Italia

L’economia degli Stati Uniti e i rapporti con l’Italia

2019-08-28T09:58:49+00:00

L’economia degli Stati Uniti d’America

Il prodotto interno lordo degli Stati Uniti è superiore ai 20 trilioni di dollari ed è destinato a crescere sensibilmente nei prossimi anni.

Gli Stati Uniti sono un mercato di oltre 320 milioni di consumatori e, secondo tutte le classifiche, sono la prima economia al mondo. Anche il reddito medio pro capite americano e tra i più alti in assoluto, attestandosi attorno ai $ 63.000.

L’economia statunitense è così forte anche grazie ad un mercato interno estremamente competitivo, dinamico e che premia l’innovazione, l’efficienza e la produttività.

Il cosiddetto business climate degli Stati Uniti è tra i migliori al mondo. Nella classifica-indice Doing business della Banca Mondiale, gli Stati Uniti occupano l’8º posto su 190 paesi, il primo posto per competitività dell’economia ed il 22º posto nella classifica relativa alla corruzione percepita.

Ma ci sono molti altri dati a sostegno della forza del business climate degli Stati Uniti.

Per fare qualche esempio, in media, per registrare un’impresa negli USA si impiegano 6 giorni lavorativi; per ottenere una sentenza bisogna attendere circa 420 giorni ed il cd. recovery rate (la percentuale di recupero a fronte dell’escussione di una garanzia) si attesta all’81,8%.

Gli Stati Uniti sono anche tre primi paesi al mondo della qualità dei processi giudiziari e per la durata media delle procedure concorsuali (un anno circa).

Dalla “grande recessione” alla crescita esponenziale

Dopo un breve periodo di recessione, conseguente alla grande crisi del 2008, gli Stati Uniti hanno ripreso a crescere superando i livelli precedenti la crisi.

Nel giro di una decina di anni il PIL americano è aumentato di 5 trilioni di dollari, tra il 2008 e il 2018. Per fare un confronto, il PIL italiano si attestava intorno ai 2,4 trilioni di dollari nel periodo pre-crisi ed è calato a circa 2,1 trilioni di dollari nel 2018.

Anche il mercato del lavoro negli Stati Uniti sta vivendo un momento di grande crescita. Secondo gli ultimi dati, la forza lavoro degli Stati Uniti si attesta, oggi, attorno al 62,8% della popolazione. Secondo i dati del Congressional Budget Office, si stima che la disoccupazione raggiunga il 3,5% a fine 2019, minimo storico dal 1960.

I rapporti con l’Italia

Si deve considerare, in primis, che gli Stati Uniti sono un grande paese importatore che, nel solo 2018, ha acquistato beni e servizi per un valore superiore ai 3 trilioni di dollari.

I maggiori paesi da cui gli Stati Uniti importano beni e servizi sono Cina, Messico e Canada, i quali rappresentano il 42% circa della totalità delle importazioni americane.

Per quanto riguarda l’Europa, gli Stati Uniti acquistano maggiormente da Germania, Regno Unito, Francia e Italia.

Per quanto concerne l’Italia, gli Stati Uniti d’America sono il terzo mercato di destinazione per l’export italiano ed il primo mercato di destinazione dell’export italiano extra UE.

Tra il 2017 e il 2018, l’export italiano negli Stati Uniti è cresciuto del 5%, attestandosi a circa 43 miliardi di euro a fine 2018. Secondo SACE, le stime di crescita per il 2019 sono del 4,9% con vendite di beni e servizi per circa 44,5 miliardi di euro.

I settori dell’export del Made in Italy

Circa il 22% dell’export italiano verso gli Stati Uniti riguarda il settore della meccanica strumentale, cui seguono mezzi di trasporto (19%), chimica (13%), alimentari e bevande (7%), tessile e abbigliamento (7%), altri consumi (9%), altro (24%).

Oltre il comparto dei macchinari, delle apparecchiature e delle tecnologie destinate al ramo manifatturiero, gli altri settori del Made in Italy che hanno registrato una forte impennata nelle vendite negli Stati Uniti sono la moda, l’arredo e il design.

Il quadro, estremamente positivo, deve però indurre le aziende italiane a non sottovalutare le difficoltà, soprattutto legali-commerciali, che derivano da l’avere a che fare con un mercato così vasto come gli Stati Uniti.

Ogni strategia di internazionalizzazione verso gli USA, infatti, deve essere preceduta da una buona fase di pianificazione, per evitare l’insorgere di problematiche (soprattutto tecniche) difficilmente superabili nella fase operativa.

Avv. Stefano Rossi

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