Business in Kazakistan (parte I)

//Business in Kazakistan (parte I): contesto economico e opportunità di investimento

Business in Kazakistan (parte I): contesto economico e opportunità di investimento

2017-10-13T08:03:44+00:00

Contesto

Il Kazakistan ha una popolazione complessiva di 17,9 milioni di abitanti, con un PIL di circa 451,3 miliardi di dollari (fonte: SACE) e un tasso di urbanizzazione, che continua a crescere, pari al 57%. Le principali città sono Almaty (capitale fino al 1997, 1.705.000 abitanti), Astana (attuale capitale, 873.000 abitanti) e Shymkent (886.000 abitanti).

 

 

Il paese possiede infinite quantità di risorse naturali: è il 12° Paese per le riserve di petrolio, il 14° per le riserve di gas e il 1° per la produzione di uranio. Sono presenti in grande quantità anche carbone, zinco, tungsteno, bario, argento, piombo, cromo, rame, fluorite, molibdeno e oro (fonte: infomercatiesteri.it).

Il PIL reale è cresciuto a ritmi del 7,7% annuo tra il 2000 ed il 2014, contribuendo, così, alla creazione di 2 milioni di nuovi posti di lavoro. Tuttavia, tra il 2014 ed il 2015 la crescita è stata solo del 4,1%, e tra il 2015 e il 2016 dello 0,9% (complice il ribasso dei prezzi del petrolio).

Il Kazakistan è, infatti, ancora molto dipendente dalle sue risorse naturali e dall’industria estrattiva, che contribuiscono al PIL per il 16%. Per questo motivo, le autorità governative hanno messo a punto delle riforme per (i) promuovere la diversificazione dello sviluppo economico, in particolare potenziando le infrastrutture, anche in vista di Expo 2017 ad Astana, (ii) accrescere la produttivitàe (iii) migliorare l’efficienza della burocrazia.

Il 5 novembre 2009, in occasione di una visita del Presidente Nazarbayev in Italia, è stato firmato un trattato di partenariato strategico per favorire l’interscambio commerciale tra Kazakistan e Italia. Nel 2015, invece, sono stati firmati altri accordi, per un valore di 500 milioni di dollari, che hanno interessato Eni e Inalca S.p.A, rispettivamente per lo sviluppo del giacimento petrolifero di Iasatay e, nel secondo caso, per la costruzione del più grosso impianto di trattamento carni dell’intera Asia (fonte: infomercatiesteri.it).

Negli ultimi anni, molte aziende italiane hanno investito nelle aziende petrolifere kazake, specie a ridosso del Mar Caspio. L’Eni è presente nel territorio dal 1992: detiene una partecipazione del 32,5% nel giacimento di Karachaganak, di cui è anche co-operatore nello sviluppo, ed una partecipazione del 16,81% nel giacimento di Kashagan, il più grande mai scoperto al mondo.

Perché investire in Kazakistan?

Sono molte, oggi, le riforme governative che cercano di favorire l’apertura al commercio internazionale e gli investimenti diretti esteri. Sono stati attivati numerosi programmi di sviluppo industriale e innovazione tecnologica. Sono state istituite delle zone speciali nelle quali vige un regime di agevolazioni fiscali, dove poter operare tramite l’apertura di una filiale o, più semplicemente, tramite una società di diritto kazako.

 

 

Attualmente, il Kazakistan è il 61° mercato di destinazione dell’export italiano ma l’andamento è cresciuto del 10,4% tra il 2014 e il 2015 e dell’8,2% tra il 2015 e il 2016 (fonte: SACE). L’export si concentra soprattutto nei settori dell’abbigliamento, nei macchinari di impiego generale, tubi condotti, profilati cavi e relativi accessori. Il Kazakistan importa di più solo da Russia, Cina, Stati Uniti e Germania. L’Italia è, invece, il primo mercato di destinazione dei beni kazaki, soprattutto prodotti minerari (fonte: infomercatiesteri.it).

Come noto, il Paese appartiene all’unione economica euroasiatica (insieme a Russia, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan), per cui, una base commerciale in Kazakistan aprirebbe (più facilmente) le porte ad un mercato potenziale di circa 170 milioni di persone.

Dove investire?

  • Coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio;
  • Prodotti della metallurgia;
  • Prodotti dell’agricoltura, pesca e silvicoltura;
  • Costruzioni;
  • Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (anche da fonti rinnovabili).

Cosa vendere?

  • Prodotti alimentari;
  • Mobili;
  • Prodotti delle altre industrie manifatturiere;
  • Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia);
  • Flussi turistici;

(fonte: infomercatiesteri.it).

Il rapporto Doing Business 2017 della World Bank, che tiene conto della semplicità con cui un soggetto riesce a “fare business” in un determinato Paese, ha collocato il Kazakhstan alla 35° posizione su 190 (l’Italia è attualmente alla 50° posizione), con un salto di ben 21 posizioni rispetto al 2015. Per avviare un’attività d’impresa nel territorio, infatti, s’impiegano in media 9 giorni, per ottenere una sentenza ne servono in media 370 (contro i 1.120 giorni nostrani) e il recovery rate o “tasso di recupero” è del 41,4%.

Starting a business

Avviare un’attività in Kazakhstan prevede l’espletamento di 5 procedure preliminari: (i) la registrazione online – della società, ad es. – sul portale governativo, (ii) l’ottenimento del marchio aziendale (company seal made), (iii) l’apertura di un conto concorrente bancario, (iv) l’assicurazione per tutti i dipendenti e (v) l’iscrizione al registro per le imposte sul valore aggiunto.

Lo step successivo dovrà consistere nella ricerca dei locali idonei a dare inizio alle attività operative (anche di natura commerciale/produttiva): a ricevere la relativa autorizzazione s’impiegano circa 25 giorni, tra l’ottenimento dei requisiti tecnici e l’approvazione del progetto.

Per l’elettricità e la sottoscrizione di un contratto con un ente fornitore si impiegano, invece, dai 60 ai 95 giorni (nella regione di Astana si impiega mediamente un mese in più rispetto ad altre località).

In un prossimo contributo, approfondiremo questo tema nonché quello relativo alle special economic zones situate in tutto il paese.

Il Kazakistan, dunque, nonostante sia un paese ancora in fase di costruzione di una cultura imprenditoriale trasparente e solida, esercita indubbiamente una forte attrattiva su molti imprenditori stranieri.

Ci sono sicuramente diversi ostacoli da superare per avviare un’attività imprenditoriale in Kazakistan oppure per estendere il proprio business all’interno del paese.

Per tali ragioni, affidarsi ad un esperto, anche sul posto, può essere la chiave per affrontare con sicurezza le operazioni di insediamento e per districarsi tra la burocrazia.

Avv. Stefano Rossi

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